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RinascitaNazionale
Blog della sinistra italiana, Patriottica e Partigiana (a cura di Claudio Barocci)
 
 
 
 
           
       




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"LA REPUBBLICA ITALIANA E' FONDATA SUI VALORI DELLA RESISTENZA PARTIGIANA".

"L'AMOR PATRIO E' SEMPRE APPARTENUTO ALLA SINISTRA ITALIANA: DAL RISORGIMENTO ALLA RESISTENZA".


Una d'arme, di lingua, d'altare,
di memorie, di sangue e di cor.

(A. Manzoni, Marzo 1821)



Qui si fa l'Italia o si muore!












"GRAZIE EROI DELLA PATRIA"



 
8 ottobre 2008

MI CANDIDO ALLE ELEZIONI PER IL RINNOVO DELLA REDAZIONE DI KILOMBO



Forse molti di voi non mi conoscono e per questo ho deciso di "attaccarmi sulla fronte" delle etichette in modo tale che chiunque possa avere un quadro più dettagliato sul mio conto: antifascista, antiberlusconiano, laico dalla testa ai piedi, legalista e poco amante di tutto ciò che viene definito teodem o teocon. Perchè mi sono candidato? Per rilanciare Kilombo una volta per tutte cercando di trovare tutti insieme (e lo sottolineo, tutti insieme), tramite una serie di emendamenti alla Carta, regole nuove, chiare, precise che non diano a nessun redattore la possibilità di comportarsi come dei "dittatori" ma che allo stesso tempo diano al collettivo maggiori possibilità di decisione
(se avete proposte a riguardo, sarei ben lieto di conoscerle). Rilanciare Kilombo anche e soprattutto dal punto di vista ideologico perchè torni ad essere un aggregatore di sinistra e non un aggregatore di stampo "binettiano" (e mi domando come non sia stato possibile far aderire Kilombo al recente GayPride solo e soltanto perchè i nostri amati teodem hanno messo il bastone fra le ruote). Quindi, maggiore presenza di Kilombo a tutte quelle iniziative e manifestazioni che hanno a cuore i valori della Resistenza Partigiana, il rispetto degli animali e dell'ambiente, la laicità, la difesa di tutti quei diritti conquistati nel passato e che ora ci vogliono togliere (e mi riferisco ad esempio alla questione pillola giorno dopo e aborto) ed ovviamente contro il governo Berlusconi e le sue politiche populiste e fasciste (e già che ci sono, invito tutti i "kilombi" a  scendere in piazza sabato 11 ottobre e firmare contro il Lodo Alfano ). Mi piacerebbe che ci fosse maggiore compattezza tra tutta la popolazione di Kilombo, maggiore affiatamento e meno polemiche, più risultati concreti e vere iniziative da portare avanti. Ovviamente lo faremo insieme, non sarà un lavoro che i redattori faranno in segreto, perchè io vi terrò sempre informati su qualsiasi faccenda in corso. E dai commenti che mi lascerete, da ciò che mi farete capire, mi regolerò di conseguenza. Rilanciamo quindi questa idea di collettivo di sinistra che ultimamente è stata demolita da redattori poco attenti alle esigenze della collettività. Per ora mi vengono queste parole: sicuramente nei prossimi giorni vi terrò aggiornati su qualche mia (e vostra) concreta proposta. Mi sembra una buona base di partenza. Fatemi sapere. Mando un caloroso in bocca al lupo a tutti gli altri apprezzati candidati.


2 ottobre 2008

SUL FILM "MIRACOLO A Sant'ANNA" DI SPIKE LEE

Ci risiamo: i miei amici della destra fascista e forzista hanno confuso per l'ennesima volta la realtà dalla finzione, la storia oggettiva da un semplice film storico "romanzato". Ma andiamo con ordine: nel film, Spike Lee sostiene la versione falsa che la strage di Stazzema, in cui morirono trucidati centinaia di donne e bambini, fu causata da una sentinella partigiana che non aveva avvisato i compagni dell'arrivo delle SS. I soliti fascio-forzisti, figli legittimi di quel mondo fatto di "telenovelas" e "isole dei famosi", penseranno bene di utilizzare suddetto film per "abbeverarsi" di storia (anche perchè mi rendo conto che, per loro, leggere un libro costituisce un'impresa "fascista"): certamente, non si domanderanno se questa storia sia falsa o totalmente inventata. E' ora che qualcuno gli spieghi che il film realizzato da Spike Lee è un film e non un libro di storia da cui apprendere la storia eroica della Resistenza partigiana. Lo stesso regista si scusa dicendo di aver seguito la sceneggiatura (la storia) di James Mc Bride che a sua volta così si giustifica: "Chiedo scusa se ho urtato la suscettibilità e la sensibilità dei partigiani. Ma la mia storia è una finzione, una versione romanzata che scrissi dopo una visita a Sant'Anna di Stazzema dove nessuno parlava più dell'eccidio". Spike Lee ha aggiunto: "Faccio questo mestiere da ventitré anni, sono un artista che prende i suoi rischi, non è che per delle recensioni negative mi suicidi". Ma una tragedia come quella di Stazzema non la si inventa o non la si cambia per fare un film. Come afferma Giorgio Bocca, il migliore giornalista/storico d'Italia: "Spike Lee (il quale ha affermato che  "dopo gli attentati i partigiani fuggivano sulle montagne lasciando la popolazione civile esposta alle rappresaglie tedesche") ha una idea, sia pur labile, di cosa sia la guerra partigiana in ogni tempo e in ogni luogo? E', per l'appunto, ricorrere alla sorpresa, evitare di essere agganciati da un nemico superiore in numero e armi, mordere e fuggire al duplice intento di far del male al nemico e di sopravvivere. Questi sono i fondamentali di ogni resistenza armata, l'alternativa è una sola: rinunciare alla lotta di liberazione, accettare l'attesismo che fa comodo all'occupante". E ancora: "Abbiamo dovuto scegliere subito, sul campo fra attesismo e lotta armata. Chi c'era allora, sul campo, scelse la lotta armata perché l'attesismo era una falsa alternativa, se si stava fermi e zitti e buoni vinceva il nemico nazista, vinceva il terrore". L´Anpi condanna l´idea «di attribuire un ruolo decisivo nella dinamica della strage ad un immaginario partigiano traditore» e dichiara il proprio «sdegno e profonda amarezza» perché «a nessuno è consentito costruire e divulgare verità diverse, insinuando storie o fantasie false ed ingiuriose, che suonano offesa alle vittime, alla memoria, alla coscienza collettiva di un popolo, alla sua storia. Condanniamo nel merito un´operazione artistica che non aveva titolo né potestà di scrivere una pagina tanto falsa e deleteria» e che, conclude l´Anpi, può portare «acqua al mulino del revisionismo». Conclusione? L´arte è libera ma non di stravolgere la realtà storica (una realtà che emerge da oggettivi atti processuali). Ai "fascio-forzisti" dedico un solo consiglio: studiate di più e belate di meno.


27 dicembre 2007

IL RESOCONTO POLITICO DI ROMANO PRODI (E QUELLO DEL SOTTOSCRITTO)



Ho appena finito di ascoltare la tradizionale conferenza stampa di fine anno tenuta a Villa Madama dal presidente del Consiglio Romano Prodi e, tirando le somme, sono rimasto decisamente più che soddisfatto. Da quasi due anni, cerco di spiegare ai numerosi lettori di questo blog, il programma "generale" del governo Prodi, che, partendo da una prima finanziaria di aggiustamento dei conti pubblici, lasciati disastrati dal governo Berlusconi, e di crescita del Pil e quindi di sviluppo economico (ricordiamo che ora l'economia italiana cresce a ritmi del 2%, mentre con Berlusconi si brindava ad un misero 0,1%) si sta ora passando alla fase di redistribuzione, una redistribuzione che non ha niente di "miracolato" o di demagogico, ma piuttosto rispondente al concetto di "serietà al governo", caratterizzata dal non fare il passo più lungo della gamba. E' da quando ha vinto le elezioni che Berlusconi parla di spallata e di fine del governo Prodi. Eppure, è sempre lì, in sella a Palazzo Chigi, contro tutti e tutto (dagli avversari politici ai suoi stessi alleati, dalle lobby alla disinformazione mediatica).  Prodi non molla e guarda avanti: "L'Italia è un Paese che si è rimesso a camminare e che è uscito dalle emergenze. Lo dicono tutti i numeri. la crescita si attesta da due anni attorno al 2% e il debito sta calando costantemente. Chiuderemo l'anno col un deficit molto più basso del previsto: sotto il 2%, cifra inferiore a tutte le previsioni»", così ha esordito nel presentare il resoconto delle attività di Governo per il 2007. E già solo per questi dati meriterebbe di essere riconfermato alle prossime elezioni, ma andiamo avanti. Continua realisticamente: "Ma le cifre non sono il solo problema, esiste anche una crisi legata alla mancanza di fiducia, che impedisce di camminare spediti. E' fondamentale essere rientrati sotto i parametri che chiedeva l'Europa. un risultato che ci permette di pensare a politiche di programmazione più efficaci. Eppure questo dato non ha cambiato le difficoltà di molte famiglie. Ma la messa in ordine delle nostre casse ci permetterà a fine legislatura di scendere sotto il 100% nel rapporto deficit/Pil , e questo permetterà di liberare risorse per le famiglie, per l'ambiente e per la sicurezza". Niente sparate berlusconiane, niente populismo o demagogia spicciola. Ma un'analisi attenta della realtà, che grazie al suo operato è decisamente migliorata (e badate bene, dico al suo operato, perchè nessun partito lo ha mai veramente aiutato, nessuno, tutti intenti a difendere i loro interessi e il loro consenso). Ma passiamo ad esaminare i vari temi trattati dal premier Romano Prodi:

CRIMINALITA'- «Il 2007 è stato anche l'anno della rimonta contro la mafia. Ma è importante non abbassare la guardia. Comunque il clima è cambiato e in Sicilia molti cittadini hanno trovato la forza di rialzare la testa. Lo Stato non si fermerà nella lotta alla mafia e alla camorra». 

LAVORO - Il tasso di disoccupazione in Italia è il più basso «da 25 anni, nettamente sotto la media europea» ha detto Prodi. Secondo il premier, però, ancora nel Sud «un lavoro pulito e onesto resta per molti un sogno».Prodi ha ricordato la lotta l lavoro nero e l'abolizione dello scalone. Un accenno anche alla sicurezza sul lavoro, definita una grande emergenza nazionale. «Le camere hanno approvato un disegno per questo problema: ora gli strumenti devono diventare operativi e ognuno dovrà prendersi le proprie responsabilità». 

WELFARE- «Siamo un Paese che invecchia. le famiglie vanno aiutate. La Finanziaria ha stanziato 800 milioni per le famiglie, che comprende investimenti per gli asili ma anche per gli anziani non autosufficienti».

REDISTRIBUZIONE DEL REDDITO- «Il 2007 è stato anche l'anno del tesoretto». «L'extra gettito è stato usato per aumentare le pensioni e per l'extra.-bonus di 150 euro, che non è una panacea ma è un primo segnale per la redistribuzione del reddito, un problema che va urgentemente affrontato».

POLITICA ESTERA - Il Premier, dopo aver ricordato i riconoscimenti ricevuti dall'estero le politiche internazionali dell'Italia ha invitato a «uno sguardo meno concentrati su se stessi». 

PROGRAMMI PER IL 2008 - «Dovrà essere l'anno in cui proiettiamo l'Italia nel futuro» ha detto Prodi:. «Ho ben chiare quali sono le politiche e le azioni da adottare. Grazie alla straordinaria azione contro l'evasione fiscale pensiamo che non meno di 20-21 miliardi di euro siano rientrati e questa proseguirà anche nel prossimo anno. Ma la vera sfida è l'efficienza della pubblica amministrazione, che va fatta marciare più speditamente, va resa più snella, più leggera e meno costosa» 

ENTI PREVIDENZIALI - «Vogliamo riformare profondamente gli enti previdenziali, a partire da gennaio.Questo comporterà un risparmio di qualche miliardo di euro. Sempre dal 2008 diminuiremo ancora il numero eccessivo di adempimenti burocratici. L'anno prossimo sarà possibile fare una sola comunicazione obbligatoria per il lavoro e lo stesso per le imprese». 

AMBIENTE- «Doteremo di pannelli solari tutti gli edifici pubblici, tranne quelli di valore storico, a partire dalle scuole. Sarà obbligatorio anche adottare lampade a basso consumo energetico. dal 2011 saranno in vendita in Italia solo lampadine a ridotto consumo energetico. Risparmi ci saranno anche sullo spreco di carta». 

CRESCITA - «Bisogna ridare fiato alla ricerca, per cui stiamo studiando le modalità di finanziamento per rinnovare le dotazioni dei laboratori scientifici delle scuole e poi bisognerà accelerare i tempi per l'assunzione dei 3mila ricercatori in attesa». 

SALARI - «In Italia c'è un problema di reddito per i lavoratori i cui salari hanno perso molto potere d'acquisto, al punto che anche lo sviluppo del paese ne risente negativamente. Bisogna agire prontamente, ma prima è necessario che cresca anche la redditività e che siano ridotte le imposte sui salari medio-bassi». 

TASSAZIONE RENDITE FINANZIARIE - La tassazione delle rendite finanziarie resta nell'agenda del governo. «Il governo ci sta lavorando» ha detto Prodi. «E rimangono nel programma di governo che è un programma quinquennale e sono passati solo 18 mesi».

GOVERNO CADE CON VOTO SFIDUCIA, NON CON ALTRI STRUMENTI - Sollecitato da un giornalista sulle recenti dichiarazioni di Dini, secondo il quale il governo non ha più i numeri per andare avanti. Prodi ha risposto: «Un governo si abbatte con un voto di sfiducia, non ci sono altri strumenti, non con le dichiarazioni o le interviste».

Quoto tutte le sue parole, cari lettori del mio blog, e non mi stancherò mai di ripetere che con una maggioranza cosi esigua e dal punto di partenza in cui si trovava l'Italia dopo 5 anni di berlusconismo, è stato fin troppo fatto, coerentemente ed onestamente. Volevate di più? Bhè, i miracoli non esistono e sicuramente la stessa società italiana, composta generalmente da lobbisti ed affaristi (piccoli o grandi che siano), "pecorones" ed evasori fiscali, non ha aiutato a costruire un'Italia migliore. E' stato fatto più del possibile secondo me. Ora Dini vuole far cadere il governo? Bene, si prenda questa responsabilità ma si prepari anche a darci delle plausibili argomentazioni (la storia della spesa mi sembra pesantemente ridicola, visti i progressi generali della totalità dei conti pubblici). Forse, un Paese come l'Italia, composto da persone che pensano sistematicamente  a come ingannare il prossimo, per coltivare al meglio il proprio "orticello", si merita un padre-padrone come Berlusconi che, avendo capito questo, finirà di costruire (o distruggere) un Paese a sua immagine e somiglianza, dove l'unica verità sarà il suo verbo e dove, l'unica libertà, sarà quella di ripetere lo stesso. Prodi è troppo avanti per noi italiani.


25 dicembre 2007

AUGURI DI BUON NATALE



Volevo augurare a tutti i miei sempre più lettori di sinistra, di centro, di destra e anarchici e leghisti che siano, un felice "Buon Natale" da passare con parenti ed amici. Spero che possiate vivere  momenti indimenticabili, con tanta serenità, tante risate e tanta gioia nel cuore, senza dimenticare chi sta peggio di noi (nel mondo, purtroppo,  c'è veramente tanta sofferenza). Un augurio anche a Romano Prodi, che zitto zitto, mangia il panettone pure quest'anno. Avrei voluto nominare tutti voi, ma siete veramente tanti, sarebbe stato impossibile. Vi abbraccio virtualmente, il vostro Claudio Barocci, ovvero RinascitaNazionale.


17 dicembre 2007

RIFLESSIONI DI UN PRODIANO CONVINTO



Spero che nessun lettore del mio blog si sia perso, oltre al bravo Zucchero, l'ospite eccellente di ieri sera nel programma di Fabio Fazio su RaiTre, ovvero Romano Prodi. Sapete ormai come la penso (rileggetevi in caso questo post): sono un prodiano convinto, in quanto credo che il buon Romano sia l'unico, proprio per non aver partiti ed interessi da salvaguardare, ad essere in grado di cambiare questo sistema Italia che non funziona ormai da anni. E' ovvio, i miracoli non esistono, per carità; eppure sono stati fatti tanti passi in avanti a favore della giustizia sociale, del miglioramento dei conti pubblici e della successiva redistribuzione a favore delle classi più disagiate e nella lotta all'evasione fiscale. Un presidente del consiglio che ha cercato, contro tutti e tutto, di dare una svolta alle cattive abitudine degli italiani, in ogni settore sociale e che, per questo, sta subendo attacchi da ogni parte, da coloro che da sempre sono intenti a salvaguardare solo i propri interessi. Un presidente del consiglio giusto, che ha fatto della serietà al governo, senza slogan e battutine in stile "Arcoreman", il suo punto di forza.  Ha parlato di "piaga evasione fiscale" (avrà mica letto il mio post di alcuni giorni fa?) lodando il lavoro del ministero dell'Economia sui «20 milioni di euro» recuperati e che potranno "essere restituiti ai cittadini passo passo" per cosi "alleviare le imposte sul lavoro dipendente" dopo aver "pensato agli incapienti, a chi ha pensioni miserabili e alla casa". Questo è giusto: niente sogni di gloria, niente prese per i fondelli, ma concretezza. Una seria concretezza che rilancerà il Paese verso un nuovo sviluppo, dopo la recessione economica sfiorata con il governo Berlusconi.  Va avanti e spiega il presidente del Consiglio quando Fazio parla del quinto operaio della Thyssen morto ieri: "La Finanziaria rafforza le ispezioni, ora troppo frammentate fra i vari enti. Senza queste non sono possibili i controlli"  (in effetti, tanto si sta facendo per dare ordine ad un settore cosi debole, quello della sicurezza dei lavoratori, non tanto in chiave legislativa, in quanto le leggi ci sono,  quanto nel dovere dello Stato di accertare e punire violazioni in tale ambito). Ma le parole migliori, quelle che definisco "prodiane" per eccellenza, quelle che esprimono al meglio il vero aspetto su cui sta lavorando Prodi,  su cui io e Celentano abbiamo già detto la nostra, sono le seguenti:  "mettere in regola il Paese si può, ma bisogna fare appello alla responsabilità individuale; lo Stato e la società devono lavorare insieme, da solo lo Stato non ce la fa",  portando l'esempio degli impreditori siciliani che da soli si sono ribellati al pizzo. Ed io le rielaboro, utilizzando una frase di JF.Kennedy: "Non chiedete cosa il vostro Paese possa fare per voi; chiedete cosa potete fare voi per il vostro Paese". Sagge parole Mr.Prodi, amato in Europa, quanto non capito, purtroppo, in Italia. Saluta, con un sorriso largo, facendo gli auguri "a tutti, a tutti". Auguri anche da parte mia, caro presidente Prodi. Da un suo sostenitore convinto.


18 settembre 2007

CLAUDIO BAROCCI, UN PRODIANO CONVINTO



Il titolo parla chiaro: mi sento sempre più un sostenitore di Romano Prodi e della sua politica governativa. Avete sentito bene: non mi riconosco più in uno specifico partito di centro-sinistra, ma appoggio sempre più il solo presidente del consiglio Romano Prodi.


Una persona che, al di fuori dei giochi di potere partitici, fa il suo lavoro, guida il paese prendendo quelle decisioni impopolari che però sono indispensabili per il paese e per la società italiana. Purtroppo non ha quella maggioranza di governo che gli permetterebbe di portare avanti il suo programma politico senza continui compromessi con la sinistra radicale da una parte (secondo me ancora fin troppo legata ad una visione della politica "ottocentesca" - è ora di progredire e guardare avanti, compagni e compagne, bisogna cambiare le cose guidando la barca e quindi stando al governo e non all'opposizione) e con le forze centriste dall'altra (legate a quella politica democrastiana/clericale che tanto male fece alla nostra nazione) ma sono convinto che, in effetti, sia una politica seria, riformista ma soprattutto necessariaHa la ricetta giusta per far sviluppare il nostro paese: peccato che però non ha gli strumenti idonei per attuarla. Strumenti che non dipendono da lui, ma da quei partiti della maggioranza che continuano a farsi la guerra soltanto per un loro rendiconto "personale" o da quella opposizione "sciagurata" che oltre a votare contro Prodi non sanno come spendere le loro giornate parlamentari (avessero fatto una proposta, e dico una, sensata ed intelligente - il loro disco rotto è il seguente: comunista, golpista, brigatista, la gente non è stupida, tasse - stop). 
Non fa spettacolo come il suo predecessore, il quale, mentre mandava in rovina l'Italia, dipingeva una situazione del tutto inesistente fatta di sviluppo e stabilità economica. Non gli piace cantare canzonette o mettersi la bandana in testa; fare "diktat bulgari" o prendere in giro gli italiani con cifre inventate sul momento; niente corna e niente accordi con fascisti e leghisti; rifiuta vulcani e incontri con attiviste di partito. E' proprio cosi: non è un animatore turistico; è un professionista che si sta mettendo contro la società italiana, per fare il bene del Paese. Una società che però, meriterebbe di restare nella sua stessa "sporcizia": c'è chi continua a difendere i propri privilegi anche contro il bene del paese e chi cerca di mettere sullo stesso piano i valori della Resistenza con quelli della RSI; c'è chi pensa solo alla televisione e alle "letterine e schedine varie" e chi pensa solo al calcio; c'è chi non fa lo scontrino fiscale e chi non emette le fatture (e poi si lamentano se li obblighi a farli parlando di polizia tributaria, non capendo che si tratta solo e soltanto di civiltà o meglio di regole civili) e chi fa il furbetto anche nei test universitari (ma si giustifica ed anzi nega anche l'evidenza); c'è chi si fa le leggi ad-personam e sfrutta le proprie "industrie" per fare il lavaggio del cervello agli italiani e fargli credere che sia giusto cosi e chi accusa la gente onesta di essere disonesta e purtroppo mai il contrario. Una società malata, molto malata, con poche speranza di guarigione. E quando afferma che "La classe politica deve dare l'esempio è vero (io ed i miei ministri ci siamo ridotti lo stipendio del 30 per cento al contrario del governo precedente)ma è la società italiana che è così, basta vedere i casi dei concorsi. La politica deve dare l'esempio ma non credo che la società sia meglio della sua classe politica", non può che trovarmi d'accordo su queste sue parole.  Parole dure, è vero, ma che sono la triste rappresentazione della nostra società. E non si ammettono repliche, purtroppo.
Un altro esempio: "L'aumento del pane non è giustificato.
La farina costa 41 cent al chilo, il pane costa 5 volte tanto. Sui prezzi si approfittano un po' troppo dell'aumento di alcune materie prime. Il Governo deve sorvegliare" afferma Prodi. Ora, ci saranno questi controlli (controlli che Berlusconi si è sognato di fare nella fase delicatissima del passaggio da lire a euro, permettendo ai commercianti di raddoppiare sistematicamente i prezzi dei prodotti) e i commercianti urleranno contro questi controlli, agitando chissà quali paure. Ma vi pare una società civile ed europea? A me sembra una società, e voglio ripeterlo, molto malata. E cosa che fa più pensare è che tanti cittadini appoggiano tutto questo,  sicuramente complici consapevoli di tale "deriva sociale". C'è un premier che va contro questa società fatta di lobby, e i cittadini italiani che fanno? Gli vanno contro, perchè tocca i loro privilegi. Ma vi rendete conto? Invece di appoggiare le scelte di questo primo ministro coraggioso, la gente che fa? Indottrinata dalle reti della libertà parla di comunismo e di Stalin, senza riuscire a mettere a fuoco la situazione in cui si trova l'Italia. 

Caro Romano, continua cosi, combatti contro gli incivili e i disonesti (sia a destra che a sinistra) ma purtroppo ti posso assicurare che si tratta di una battaglia persa: la società italiana vuole rimanere ferma nelle sue posizioni obsolete, caratterizzate da ignoranza ed inciviltà. Ci meritiamo questo.


4 agosto 2007

CLAUDIO BAROCCI COME GIORGIO BOCCA



La mia stima per Giorgio Bocca è senza limiti: partigiano, fondatore di una delle prime formazioni di Giustizia e Libertà, comandante della Decima Divisione Giustizia e Libertà, operante nella Val Grana, e vice commissario politico della sua zona. Da sempre critico nei confronti di Berlusconi, ha fatto della Resistenza il suo principale ideale, un pò come ho fatto io. Lancia numerosi moniti rivolti alle nuove generazioni, perchè ricordino i valori fondanti della nostra Repubblica (che dite, sarà soddisfatto del sottoscritto? Credo proprio di si). Ultimamente la mia stima nei suoi confronti si è ulteriormente rafforzata in seguito alla lettura della sua opera "Storia dell'italia Partigiana" (consiglio a tutti, pecorones compresi).

Ma veniamo al titolo del post: Claudio Barocci come Giorgio Bocca. Perchè Claudio Barocci, autore del blog di successo "RinascitaNazionale", si è permesso di paragonarsi al grande Giorgio Bocca? Semplice: il sottoscritto, come ho già accennato prima, fonda la propria idea politica e i propri ideali sui valori della Resistenza Italiana, e come il grande Bocca, vede Berlusconi come il male assoluto per la nostra amata Patria.
Volete un esempio concreto?
  Siete presto serviti: vi riporto parte di un mio post : "Avranno mai capito che Silvio Berlusconi, attraverso populismo e demagogia, sta cavalcando proprio gli stessi problemi causati da 5 anni di suo governo sconsiderato, caratterizzato da disastri, fallimenti e recessione economica?
Ecco cosa scrive Bocca, in uno dei suoi ultimi articoli apparso sul "Venerdi di Repubblica": "E intanto tutti fanno i cavoli loro e si lamentano del povero Prodi, che dovendo tenere in piedi la baracca, viene ogni giorno svillaneggiato da chi l'Italia l'ha fatta a pezzi".

Sia Barocci che Bocca affermano, in pratica, la stessa cosa: i forzisti e i fascisti, che l'Italia hanno fatto a pezzi, stanno cavalcando i problemi causati proprio dal loro "mal governare".
Chi può darci torto?



 

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