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RinascitaNazionale
Blog della sinistra italiana, Patriottica e Partigiana (a cura di Claudio Barocci)
 
 
 
 
           
       




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"LA REPUBBLICA ITALIANA E' FONDATA SUI VALORI DELLA RESISTENZA PARTIGIANA".

"L'AMOR PATRIO E' SEMPRE APPARTENUTO ALLA SINISTRA ITALIANA: DAL RISORGIMENTO ALLA RESISTENZA".


Una d'arme, di lingua, d'altare,
di memorie, di sangue e di cor.

(A. Manzoni, Marzo 1821)



Qui si fa l'Italia o si muore!












"GRAZIE EROI DELLA PATRIA"



 
18 febbraio 2009

IL CASO BERLUSCONI-MILLS: UNA VERGOGNA TUTTA ITALIANA

L'avvocato inglese David Mills è stato condannato a quattro anni e sei mesi per corruzione in atti giudiziari dal Tribunale di Milano. Il legale nel luglio del 2004 aveva raccontato ai pm Fabio De Pasquale e Alfredo Robledo di aver ricevuto 600mila dollari dal gruppo Fininvest per dire il falso nei processi in cui era coinvolto Silvio Berlusconi. Il premier era in un primo momento imputato insieme all'avvocato, ma la sua posizione è stata stralciata in seguito all'approvazione del "Lodo Alfano" sull'impunità delle massime cariche dello Stato da parte del Parlamento, norma attualmente al vaglio della Corte Costituzionale. Anche se Berlusconi è al momento fuori dal processo, la sentenza di oggi getta comunque un'ombra pesante anche sul suo comportamento. Secondo il Tribunale, i 600mila dollari bonificati a Mills dalla Fininvest del '98 sono serviti infatti a corrompere il legale inglese per testimoniare il falso - così come sostenuto dalla Pubblica accusa - in due processi che vedevano imputato l'attuale presidente del Consiglio Silvio Berlusconi (tangenti alla Guardia di finanza e All Iberian). "In un Paese normale - ha denunciato Antonio Di Pietro - il presidente del Consiglio avrebbe già rassegnato le sue dimissioni". "Se Mills è stato condannato in quanto 'corrotto' - prosegue il leader dell'Idv - significa che abbiamo un corrotto, ma anche un corruttore. Ma si sa come vanno le cose in Italia rispetto agli altri paesi occidentali: in America, Obama ha mandato via i ministri che avevano avuto problemi con il fisco; in Italia, se corrompi un testimone, vai a fare il presidente del Consiglio". La notizia trova ampio risalto sulla stampa straniera, che dedica diversi articoli e, in alcuni casi, la prima pagina, al caso e al coinvolgimento diretto del presidente del Consiglio. "Avvocato condannato per corruzione per aver protetto Berlusconi" titola l'International Herald Tribune. Nel pezzo a firma di Rachel Donadio, apparso anche sul New York Times, si mostra sorpresa per il fatto che la notizia, "che avrebbe mandato in fibrillazione il sistema politico di diversi Paesi", non abbia meritato l'apertura dei telegiornali serali italiani. Ampio spazio alla sentenza su Mills sui giornali britannici. Il Guardian alla vicenda dedica diversi servizi, dalla caduta di Mills, "che dopo la tempesta giudiziaria in Italia ha cercato di mantenere un basso profilo", al Lodo Alfano, "considerato una priorità del governo Berlusconi" grazie al quale il premier ha conquistato l'immunità, "e la sentenza di ieri mostra quanto sia stato utile", anche se la Corte costituzionale, rileva sempre il quotidiano britannico, deve pronunciarsi ancora sulla sua legittimità. Per lo spagnolo El Pais, la sentenza "getta un'ombra inquietante" sul Cavaliere, mentre El Mundo richiama in prima pagina il caso Mills, "l'avvocato corrotto da Berlusconi per mentire". Cosa aggiungere? Che l'informazione in Italia è in mano a Berlusconi; che l'Italia dei partigiani sta facendo sempre più strada all'Italia dei corrotti, degli evasori, delle veline e dei pecorones. Mi chiedo: l'Italia si merita tutto questo? Si, grazie a Berlusconi ed ai pecorones acritici-appecorati. Il sottoscritto continuerà a resistere con l'Italia dei Valori.


5 febbraio 2009

CON ANTONIO DI PIETRO

Lo vado dicendo da anni: l'Italia, grazie a Berlusconi, non è più una repubblica semi-democratica ma una dittatura imperfetta o quasi. Accolgo e sostengo, quindi, con tutte le mie forze la lettera che Antonio Di Pietro, leader dell'Italia dei Valori (di cui faccio parte nel direttivo del mio municipio), ha inviato al presidente della Repubblica. L'unica persona politica che stimo, denuncia che il governo starebbe per realizzare, dopo la serie di 'leggi ad personam', "un nuovo poker di porcherie alla sudamericana" con "mortificazione del Parlamento", a partire da "una vera e propria occupazione della Rai" da parte di un presidente del consiglio che già domina il sistema privato. "Occupando la Rai, i cittadini non potranno pi sapere quel che accade nelle segrete stanze del potere e non potranno più esercitare alcun controllo democratico. Modificando i componenti della Corte dei conti che ha il compito specifico previsto dalla costituzione di controllare i conti della pubblica amministrazione - si mette anche tale organismo sotto il controllo dell'esecutivo che, quindi, potr falsificare a proprio piacimento i bilanci dello stato senza che nessuno possa impedirglielo. Limitando indiscriminatamente le intercettazioni telefoniche si impedisce alla magistratura di fare il proprio dovere e di contrastare efficacemente la criminalità organizzata. Stravolgendo i regolamenti parlamentari si impedisce all'opposizione di esercitare i suoi diritti costituzionali e si riduce il Parlamento ad un semplice zerbino dell'esecutivo". "Quello che sta avvenendo nel nostro paese, ad opera dell'attuale governo, denuncia Di Pietro, sembra ricalcare più le orme del partito nazionalsocialista tedesco degli anni '30 che quelle di una democrazia fondata sul diritto". Mi domando cosa stiamo aspettando per scendere in piazza. Opposizione vera fino alla fine. Per tutti coloro che si sacrificarono per la nostra libertà, per la repubblica, per la costituzione e per l'unità d'Italia.


13 ottobre 2008

MANIFESTAZIONE ITALIA DEI VALORI CONTRO IL LODO ALFANO

Anche questa volta non potevo mancare: dopo quella di luglio contro il governo Berlusconi, ho partecipato con forte carica emotiva alla manifestazione dell'Italia dei valori contro il Lodo Alfano. Motivazioni? Presto dette: una volta tutti i cittadini erano uguali davanti alla legge, ma oggi in Italia non è più cosi. Dopo il Lodo Alfano la legge è uguale per tutti i cittadini meno quattro. Il Presidente del Consiglio, il Presidente della Repubblica, il Presidente della Camera e il Presidente del Senato, godono ora di una impunità cosi vasta che, anche se fossero colti sul fatto mentre commettono un reato gravissimo come un omicidio, non solo non potrebbero essere condannati, ma neppure si potrebbe iniziare il processo. Questo scandalo è divenuto realtà perchè Silvio Berlusconi doveva bloccare i processi nei quali era imputato. Per farlo ha imposto l'approvazione di una legge "salvapremier" che è la madre di tutte le leggi ad personam. Berlusconi per garantirsi l'impunità ha violato il principio fondamentale di uguglianza che è alla base di tutte le democrazie. Certo, lo so che lo sapete: l'Italia non è più una democrazia, da anni ormai (dal 1994, tanto per intenderci, da quando Truffolo è sceso in campo per difendere i suoi interessi e per non andare in galera). Un parlamento fatto di nominati e non di eletti si è piegato alla volontà del Capo-gregge approvando la legge in pochi giorni. Per fortuna c'è ancora una possibilità di dire no alla più grande ingiustizia della storia d'Italia. Lo possiamo fare attraverso il referendum che può cancellare la legge vergogna. A partire dall'11ottobre, infatti, per tre mesi in tutte le piazze d'Italia si raccoglieranno le firme per il Referendum abrogativo del Lodo Alfano. Solo chi ha qualcosa da nascondere non vuole farsi processare e giudicare e solo nelle dittature alcuni cittadini sono più uguali degli altri. Comunque, in questa fantastica giornata romana, sono state raccolte più di 30mila firme. Vi lascio al video con foto realizzate dal sottoscritto (con un Di Pietro calorosamente abbracciato dalla folla) e mando anche un caloroso abbraccio a tutti i manifestanti dell'altra manifestazione, quella della sinistra, a cui ero vicino con la mente e con il cuore. Firma e Fermali. Firma per salvare la democrazia. Firma per l'Italia e per i veri italiani. Ora e sempre Resistenza.


30 giugno 2008

I NUOVI "RESISTENTI": 8 LUGLIO ORE 1800 A PIAZZA NAVONA

Da quando Silvio Berlusconi è tornato al potere, la situazione italiana è drasticamente peggiorata: non solo lo dimostrano i principali indicatori economici di stato, ma anche il fatto stesso che il costo della vita sia cresciuto del 3,8% (soprattutto per prodotti alimentari e carburanti) e il governo non sappia dove "mettere le mani". Il rag. Tremonti è stato soltanto capace di tirare fuori dal cappello magico la demagogica "Robin Tax": tassare i petrolieri che a loro volta tasseranno ancor di più i poveri consumatori (e la benzina cosi ci costerà il doppio). Silvio Berlusconi aveva la soluzione per tutti i problemi degli italiani, aveva la bacchetta magica che avrebbe cambiato in meglio la vita dei suoi discepoli "appecorati": eppure, mentre urgerebbe un intervento a sostegno di pensioni e salari, la sua unica preoccupazione è quella di evitare quei processi che lo vedono coinvolto in prima persona. "I populisti delle libertà" sbraitavano: "l'importante è che risolva i problemi della sicurezza, del carovita e che si arrivi tranquillamente a fine mese, della giustizia non ci interessa niente". Purtroppo, oltre a lanciare la proposta razzista di "marchiare" i bimbi rom e la suddetta Robin Tax nulla è stato fatto. Cambiamenti rapidi e radicali, invece, sono stati adottati proprio nel campo della giustizia italiana: è stato approvato il DDL per garantire l’impunità alle prime cariche dello Stato durante l’esercizio del loro mandato, che diventano quindi più uguali degli altri cittadini di fronte alla legge, e la cosidetta norma "salva Berlusconi" che per garantire l'impunità assoluta del premier sospenderebbe più di 100 mila processi a carico di quei reati che prevedono pene inferiori a dieci anni di reclusione (furto, stupro, rapine, corruzione etc etc). Questa è la sicurezza che cercavano i miei amici del Popolo delle Libertà? Perchè non chiedono interventi a favore di salari e pensioni invece di assecondare Berlusconi e la sua ossessione nei confronti della giustizia (e di attrici e veline?). Perchè tutta questa "fregola" di cambiare le regole della giustizia? Non erano altri i problemi? La cordata berlusconiana per salvare Alitalia è sparita, perchè? Per tutti questi motivi e soprattutto per evitare il rischio reale di una dittatura, l’otto luglio sarò a Roma dalle ore 18:00 in Piazza Navona alla manifestazione indetta da Di Pietro per la libertà di espressione e per la giustizia, ovvero per quei valori tanto cari alla Resistenza Partigiana.


20 giugno 2008

ERA ORA

Finalmente, anche Veltroni ha capito che con Silvio Berlusconi e la sua gente è impossibile dialogare: "Non ci siamo, onorevole Berlusconi. Oggi siamo noi a dirlo, in autunno sarà una larga parte degli italiani che noi chiameremo a raccolta per un'azione di protesta e di proposta in tutto il Paese e culminerà con una grande manifestazione nazionale". Era ora, dico io; anche perchè soltanto Antonio Di Pietro rappresentava l'unica e seria opposizione al governo personale del "Cainano", portando attacchi giustificati e continui al premier ed ai suoi "fedelissimi" (il video che ho postato ne è una dimostrazione). Dopo la nuova legge salva-Berlusconi "nascosta" a dovere nel decreto sicurezza, "cucita su misura" proprio per il leader del popolo delle (sue) libertà per fargli evitare una possibile condanna per corruzione "nel processo Mills", si sta svegliando anche il Partito Democratico, e ribadisco: era ora. Berlusconi, continua Veltroni, "è incapace di distinguere l'interesse privato da quello pubblico": chi può negarlo? Giusto Bondi e Bonaiuti. Si parla finalmente di opposizione intransigente: ed io appoggerò questa nuova linea politica, per quanto mi senta politicamente più vicino a quella "dipietrista". Abbiamo cercato il dialogo, è stato rifiutato, non abbiamo niente da rimproverarci: ora opposizione dura e senza paura! Era ora. Infine lasciatemi chiedere al Prof. Romano Prodi di "rimanere presidente del Pd": abbiamo ancora bisogno di lui, di una persona onesta e seria che aveva capito quali erano i mali dell'Italia, anche se è noto: gli italiani preferiscono i populisti, i venditori di sogni. Ora saranno accontentati.


22 maggio 2008

IL LUPO PERDE IL PELO MA NON IL VIZIO

Il lupo perde il pelo ma non il vizio. La vera emergenza per Silvio Berlusconi riguarda due questioni in particolare: salvare Rete4 e cercare una "scorciatoia" per il processo che lo vede imputato a Milano per corruzione in atti giudiziari dell'avvocato David Mills. Certo, per carità, con la maggioranza che si ritrova, conquistata con una propaganda mediatica asfissiante, sarebbe impossibile non fare niente per il paese: infatti, decreti xenofobi e politiche "confindustriali", sono all'ordine del giorno. Ma dicevamo del lupo: appena salito al potere, non ha perso tempo. Nascosto nel famoso "decreto sicurezza", realizzato ad hoc per i suoi elettori "più attenti", ecco che spunta dal nulla una norma di 13 righe nell'articolo 2 che sembra essere pensata su misura per il Presidente del Consiglio. Tale norma concede la possibilità agli imputati per reati commessi prima del 31 dicembre di 2001 di chiedere la sospensione del dibattimento per due mesi per valutare se accedere al patteggiamento. E la sentenza definitiva? Arriverà mai? Meglio patteggiare vero? Ma i miei amici della destra forzista (quelli di An neanche li considero più) ti risponderanno che a loro non interessa: la democrazia non li riguarda, figuriamoci il conflitto d'interessi e le leggi ad-personam. E Rete4 poi, dove la mettiamo e soprattutto come la salviamo?  Questa è la nuova missione "im"possibile. L'Unione Europea ha deciso chiaramente: date le frequenze a Europa7, punto e basta. Ma il governo Berlusconi gli ha risposto "picche" o meglio, con un emendamento che aggira la sentenza della Corte di Giustizia europea e quella della Corte Costituzionale italiana, sentenze che danno ragione a Europa7. Cosi, mentre Berlusconi ti leva l'Ici (tolta al 40% della popolazione già dal governo Prodi), la collettività italiana, tutta, forzisti inclusi, dovrà pagare 350 mila euro al giorno con effetto retroattivo dal primo gennaio 2006 per aver salvato Rete4 (127 milioni di euro annui, questo il prezzo pagato a Rete 4 dagli italiani). Berlusconi toglie l'Ici e già ti ha messo la "tassa Rete4". Ma il conflitto d'interessi non esiste per i miei amici del popolo delle libertà, vero?


13 maggio 2008

NON DIMENTICHERO' MAI QUANDO SILVIO BERLUSCONI...



Non dimenticherò mai quando Silvio Berlusconi,
in seguito alla vittoria elettorale di Romano Prodi, cominciò a tirare fuori il sospetto dei "brogli" da parte del centro-sinistra, mettendo quindi in discussione la stessa democrazia italiana; non dimenticherò mai quando Silvio Berlusconi minò continuamente le fondamenta del governo Prodi tramite spallate e presunte compravendite di senatori della maggioranza; non dimenticherò mai quando Silvio Berlusconi rifiutò qualsiasi apertura al dialogo con il legittimo governo Prodi, neanche per le riforme costituzionali; non dimenticherò mai quando Silvio Berlusconi votò e fece votare sempre contro qualsiasi decreto legge promosso dal governo Prodi, anche se risultasse palesemente a favore delle classi più bisognose e, più in generale, del sistema Italia; non dimenticherò mai quando Silvio Berlusconi decise di "scatenare" i suoi media (giornali e televisioni) per "rintontire", tramite "lavaggio del cervello", i cittadini italiani (un esempio: l'Italia non è mai stata tanto sicura, eppure ci sentiamo sempre più insicuri. Avete capito perchè?); non dimenticherò mai quando Silvio Berlusconi agitò più volte il "demagogico" spettro dei comunisti, mangiatori di bambini, demonizzando di fatto l'avversari politico. Ora, per tutte queste osservazioni, non vedo perchè il Partito Democratico debba tendere la mano al governo Berlusconi e cadere nella trappola del finto-buonista. Riuscirà mai Walter Veltroni a capire che per recuperare voti serve un opposizione forte? I berluscones ci hanno martellato giorno dopo giorno su ogni questione, "catturando" cosi il voto dei cittadini, e noi che facciamo? Porgiamo ancora l'altra guancia? Ma vogliamo anche noi rendere la vita difficile a questa gente qua? Sarebbe talmente facile, quasi come sparare sulla croce rossa! Esempio: rete4, ha appena trasmesso in prima serata il discorso politico di Silvio Berlusconi alla Camera. Non vi ricorda Ceausescu con il suo "proclama" serale? Ma che razza di democrazia c'è in Italia? E l'informazione libera ed indipendente davvero  è rappresentata soltanto da Marco Travaglio? Perchè c'è questa sorta di paura nell'attaccare Silvio Berlusconi? Perchè nessuno gli ricorda il conflitto d'interessi, le leggi ad personam, il rilancio della lotta all’evasione fiscale, la funzionalità della giustizia, la trasparenza dei mercati, la pluralità dell’informazione, la lotta alla “Casta”, gli sprechi nella pubblica amministrazione, la lentezza e la farraginosità della burocrazia, la questione della Rai come servizio pubblico, la scandalosa vicenda Europa/-Rete4 ed il connesso rispetto delle Direttive e delle sentenze degli organismi di controllo? Un momento, non sono il solo a ragionare in questo modo: c'è Antonio Di Pietro che la pensa come me. A questo punto, la mia iscrizione all'Italia dei Valori si fa sempre più vicina. E ne sono fiero.


12 febbraio 2008

IL CARROZZONE DELLE LIBERTA'


Il carrozzone delle libertà imbarca tutti e tutto: tanti salgono ma alcuni scendono. In tutta questa favola in stile Arcorlandia, l'unico coerente si è dimostrato (almeno per ora) il camerata Storace, che con la sua lista "La Destra", ha deciso di correre da solo, proponendo la Santanchè come candidato premier. L'altro camerata, o meglio "cameriere camerata", Gianfranco Fini,  è tornato all'ovile. Gli avevo prospettato una scelta: o fogne o Berlusconi. Dopo aver assaporato un minimo di libertà nei mesi di novembre e dicembre, il lacchè Gianfranco Fini ha sciolto ogni riserva: "Condivido la proposta di Berlusconi di dare al popolo del 2 dicembre, al popolo della libertà, un'unica voce in Parlamento. E' una pagina storica della politica italiana: il 13 aprile nascerà un nuovo grande soggetto politico ispirato ai valori del Partito popolare europeo e quindi alternativo alle sinistre. Mi auguro che gli amici dell'Udc vogliano scrivere questa importante pagina assieme a noi". Eppure il leader di Alleanza Nazionale aveva parlato chiaro, anzi chiarissimo: "il nuovo partito fondato da Berlusconi in piazza San Babila? Comportarsi nel modo in cui sta facendo Berlusconi non ha niente a che fare con il teatrino della politica: significa essere alle comiche finali. Da queste mie parole, volutamente molto nette, voglio che sia a tutti chiaro che, almeno per quel che riguarda il presidente di An, non esiste alcuna possibilità che An si sciolga e confluisca nel nuovo partito di Berlusconi... Berlusconi con me ha chiuso, non pensi di recuperarmi, io al contrario di lui non cambio posizione. Se vuole fare il premier, deve fare i conti con me, che ho pure vent'anni di meno. Mica crederà di essere eterno... Lui a Palazzo Chigi non ci tornerà mai. Per farlo ha bisogno del mio voto, ma non lo avrà mai più. Mai. Si faccia appoggiare da Veltroni" (Gianfranco Fini, 18 novembre 2007); oppure: "abbiamo vissuto l'epoca berlusconiana con un certo qual disagio (...). Le vignette che lo rappresentavano come uno scodinzolante cagnolino intorno a Bush hanno fatto il giro del mondo (...). Non si sottovaluti la portata di queste sue celebri gaffes internazionali" (Il Secolo d'Italia, organo ufficiale di An, 23 novembre 2007); e per finire: "il Cavaliere ha distrutto la Cdl, e ora dovremmo bussare alla sua porta con il cappello in mano e la cenere in testa? Non siamo postulanti. Io tornare all'ovile? Sono il presidente di An, non una pecora" (Gianfranco Fini, 16 dicembre 2007). No Gianfrà, non sei una pecora, sei un pecorones è diversa la cosa. Una pecora ha una sua "personale" dignità, un pecorones, al contrario, è tutto fuorchè un essere pensante dotato di coerenza intellettuale. Tu sei il classico pecorones, che ha deciso di rinunciare al suo partito, alla storia e al simbolo di suddetto, per tornare a fare il lacchè del padre-padrone. Ovviamente hai deciso tu per tutto il partito, con i tuoi lacchè personali più stretti,  nessuna decisione votata a maggioranza; la stessa Donna Assunta ti ha attaccato: "non può mettere la fiamma in soffitta". In parole povere, penso che tanti elettori coerenti di An troveranno la forza ed il coraggio di non votare per questo Carrozzone delle Libertà e magari (e mi costa dirlo) appoggiare chi almeno coerente lo è, ovvero un camerata doc come Storace. Si aspettano sviluppi anche per quanto riguarda l'Udc e il buon Casini anche se scommetto che confluirà nel Pdl berlusconiano: come dice Pezzotta " torna con le mani dietro la schiena da Berlusconi". Insomma nel Carrozzone berlusconiano ci sarà spazio per tutti: da Dini e Mastella a Casini e Cesa, da Bondi e Schifani a Rotondi e  Giovanardi, dal socialista Caldoro al radicale Capezzone, dal repubblicano Nucara alla camerata Mussolini, per includere, infine (che non è tanto fine) il pensionato Fatuzzo e gli alleati di sempre, ovvero Bossi, Calderoli e Borghezio. Non so come riusciranno a trovare un programma in comune, so soltanto che Berlusconi dovrà impegnarsi in maniera molto più "onerosa". Inoltre vorrei aggiungere un'altra cosa di non poco conto: Silvio Berlusconi sta ricevendo molte critiche dalla stampa internazionale.  Comincia il Times il quale afferma che "Super Walter Veltroni (Mr Nice Guy) è tutto quello che il Cavaliere non è, tutto bella figura in confronti alla brutta figura di Silvio; continua il New York Times definendo Berlusconi "una minaccia per l'Italia". E gli italiani, questa volta, cominciano ad aprire gli occhi: i consensi per il Partito Democratico (e per Antonio Di Pietro) crescono giorno dopo giorno ed il carrozzone delle libertà, pur imbarcando sempre più "merce", ha iniziato a perdere i punti percentuali di vantaggio che aveva. Vuoi vedere che chi di porcellum ferisce di porcellum perisce? Intanto il carrozzone delle libertà va avanti da se, con le regine, i suoi fanti ed i suoi re. O meglio, il suo unico re, Berlusconi da Arcore.


16 gennaio 2008

CLEMENTE MASTELLA DA CEPPALONI


Alcuni mesi fa, avevo scritto un post sul nostro Clemente Mastella da Ceppaloni intitolato "una persona che non mi piace" (magari, per rinfrescarvi le idee, ve lo rileggete, apprezzando anche la mia coerenza). E' notizia di oggi che a Mastella siano stati contestati sette reati (concorso esterno in associazione per delinquere, due episodi di concorso in concussione e uno di tentata concussione, un concorso in abuso d'ufficio e due concorsi in falso) e che sia "partito" anche un provvedimento di custodia cautelare nei confronti di Sandra Lonardo, presidente del Consiglio regionale della Campania e moglie del ministro della Giustizia. Provvedimenti restrittivi anche per gli assessori regionali campani dell'Udeur Luigi Nocera all'ambiente, ed Andrea Abbamonte al personale; il sindaco di Benevento Fausto Pepe, ed i consiglieri regionali Fernando Errico, capogruppo dell'Udeur, e Nicola Ferraro. In totale i provvedimenti restrittivi, partiti tutti dalla procura della Repubblica di Santa Maria Capua Vetere, contro esponenti della giunta regionale campana, consiglieri regionali e amministratori dell'Udeur sarebbero 23. Ovviamente non sarò io a dire se siano colpevoli o meno: ci penserà come sempre la magistratura,  cardine assoluto del sistema democratico italiano. Però vorrei fare alcune riflessioni: ma non vi sembra strano che tutto il mondo politico esprima solidarietà al ministro dimissionario? Applausi da destra a sinistra, con un'unica eccezione, quella di Di Pietro, a cui non piacciono (e ha ragione) «le parole pronunciate» da Mastella «nei passaggi in cui parla di giustizia ad orologeria, di giudici che cercano di abbattere i loro nemici politici, o di magistrati che fanno ostaggi». E aggiunge: «Quando si pensano queste cose della magistratura italiana, diventa veramente difficile svolgere con equilibrio un ruolo delicato come quello del Guardasigilli». Mi ricordo di un Di Pietro che decise di dimettersi quando gli venne notificata da Brescia un'indagine nei suoi confronti (avviso di garanzia, ovviamente nessuna condanna). Perchè i signori Mastella, invece di criticare il lavoro della magistratura, non si comportano ugualmente? Andate, dimostrate la vostra innocenza. Perchè parlate di attacco personale? Dimostrateci il contrario, e in quel caso, avrete la mia solidarietà. Quando succedono queste cose "al classico poraccio italiano" va tutto bene. Toccano a voi, e non va bene. E questi applausi bipartisan mi fanno tanto pensare alla casta, quella casta politica, che difende sempre i propri interessi. Per non parlare poi del centrodestra, che ha approfittato del discorso di Mastella per ripetere la litania sullo strapotere della magistratura, con Silvio Berlusconi ed i suoi servitori, ovviamente, in prima linea.  Che la magistratura continui il suo lavoro. Se non hanno commesso quei reati, i signori Mastella non avranno nulla da temere. Mettere la mani avanti, attaccare gratuitamente e versare lacrime di coccodrillo non serve a niente. Anzi, mi fa solo pensare male. Buona fortuna coniugi Mastella.



 

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